Mi scuso anticipatamente per la lunghezza del mio post ma non ho potuto sintetizzare meglio di così .

Rifletto sull’alleanza, a mio avviso indegna, che si è creata a Ribera tra Fratelli d’Italia ed esponenti provenienti dalla sinistra. Una scelta che si accompagna a un attacco virulento ,inaspettato e privo di legittimazione politica contro la decisione di tanti iscritti e dirigenti storici del PD riberese di costruire una coalizione ampia con Controcorrente, il Movimento Cinque Stelle, e le altre forze della coalizione di centrosinistra.

Un attacco portato avanti, tra l’altro, senza alcuna legittimità , come evidenziato dal PD regionale.

Per molto tempo ho preferito non parlare pubblicamente di contesti interni all’organizzazione politica del PD, nel tentativo di non danneggiare l’immagine del partito in cui milito. 

Ma, dopo la scelta scellerata di alcuni di evidenziare le nostre divisioni, non posso fare a meno di spiegare a tanti cittadini confusi e perplessi cosa stia realmente succedendo.

Hanno scelto di danneggiare ancora una volta la nostra comunità politica, e non hanno avuto alcun pudore nel farlo. Un comunicato firmato da un segretario provinciale non in carica, e per di più in minoranza nella sua provincia,e da un deputato regionale ormai in rotta di collisione con il partito regionale e nazionale.

La loro volontà sembra quella di demolire e boicottare il PD in tutte le realtà che non riescono a controllare. 

O comandano, oppure distruggono!

A cominciare da Sciacca, dove l’amministrazione è guidata da un sindaco del PD che viene costantemente attaccato.

Un deputato regionale che era candidato con una lista vicina agli onorevoli Cascio e Cuffaro.

Non è stato eletto per circa 200 voti.

Da pochi anni è entrato nel Pd ,dove ha avuto miglior fortuna,ma non è facile ignorare il richiamo della foresta, e sembra essere già stanco di fare parte della nostra comunità politica.

Non è un caso che in questi ultimi tempi venga lodato pubblicamente dal presidente Schifani.

Lo stesso deputato che attacca e porta in tribunale tutto il partito regionale, e anche esponenti nazionali, che hanno avuto la sola colpa di contrastare le sue pratiche consociative con il governo regionale di centrodestra.

Un deputato che ha una visione feudale della politica e ha tentato di ostacolare in tutti i modi la giusta esigenza dei cittadini riberesi, e di quelli dei paesi vicini, di mantenere il loro ospedale.

La segreteria regionale, con il suo comunicato, ha chiarito la situazione; 

ma l’obiettivo dei due era evidente: screditare ancora una volta il Partito Democratico, dipingendolo come diviso e dilaniato al suo interno. 

Un’operazione costruita per colpire chi, in questo partito, continua a credere.

Capisco perché lo hanno fatto. Hanno paura. Ogni giorno che passa, la loro coalizione,che ritenevano vincente ,continua a scricchiolare, perché sempre più cittadini si rendono conto di quanto sia grave il loro tentativo di ingannarli con il loro finto civismo.

Hanno visto l’entusiasmo di tanti elettori di sinistra, che si rifiutano di votare il partito della Meloni, attorno alla candidatura del campo largo e sono impazziti: bisognava indebolire Eunice Palminteri e la coalizione che la sostiene.

Il modo più veloce era quello di screditare il PD di Ribera, i suoi esponenti storici e la deputata nazionale del PD Giovanna Iacono, che ha avuto la sola colpa di avere la schiena dritta, di essere amica della nostra segretaria Elly Schlein, e di seguire fedelmente la linea votata al congresso nazionale.

Ma qual è il risultato ottenuto?Pensano davvero di aver rafforzato la candidatura nata dall’inciucio con la destra e Fratelli d’Italia, oppure, al contrario, hanno consolidato tra tanti iscritti e militanti di sinistra la volontà di non sostenerla?

Si illudono davvero di poterci attaccare e danneggiare oggi, contando poi su un appoggio automatico in un eventuale ballottaggio? 

Non sono così ingenui: c’è altro che bolle in pentola,l’alleanza che hanno costituito ha radici più profonde di quelle che affiorano,e vi prometto che, durante la campagna elettorale, avrò modo di rendere ancora più chiaro ciò che oggi scrivo.

Io credo che un’ammucchiata come quella che rappresentano non conquisterà la fiducia dei cittadini, né tantomeno quella dell’elettorato di sinistra. Nulla è affatto scontato sull’esito di queste elezioni, né su chi arriverà al ballottaggio.

Una cosa però è certa: io e tanti altri, non voteremo mai per chi rappresenta e sostiene il partito della Meloni. Preferiremo astenerci piuttosto che rinnegare la nostra storia e i nostri ideali.

Proprio per questo, spero che Eunice Palminteri venga scelta dai cittadini come l’unica alternativa credibile e seria al candidato della DC: l’unica davvero in grado di batterlo in un eventuale ballottaggio.