In merito alle dichiarazioni rilasciate a vari organi di stampa dall'Onorevole Carmelo Pace riguardanti il finanziamento e la realizzazione delle opere sull'adduttore della Diga Castello, l’Associazione Liberi Agricoltori ritiene doveroso fare un momento di chiarezza a tutela del territorio e del comparto agricolo. Accogliamo con piacere, ma al contempo con forte perplessità, l'improvviso interessamento dell'On. Pace alla vicenda. Ci chiediamo quale sia il suo reale interesse, visto che sembra aver preso conoscenza dei fatti soltanto dopo che è circolata la notizia allarmante – inerente al presunto definanziamento del progetto – riguardante i lavori sulla condotta. L'Onorevole Pace ha fatto sapere di aver conferito con i tecnici e i funzionari del Dipartimento Acque, i quali lo avrebbero rassicurato sul fatto che il progetto di ripristino non è andato perduto, che le opere sono già realizzate per oltre il 50% e che la ditta appaltatrice completerà i lavori rispettando i tempi previsti. Questa nota dell'Associazione nasce proprio per fare la dovuta chiarezza su cosa si stia realmente realizzando. Come abbiamo già spiegato direttamente all'Assessore Colianni e ai funzionari preposti durante l'incontro avvenuto lo scorso maggio presso l'Assessorato, questo intervento parziale non è affatto risolutivo per il problema delle perdite d'acqua dell'adduttore.Ribadiamo all'Onorevole Pace quanto già illustrato ai vertici regionali: L'adduttore ha una lunghezza complessiva di circa 15 km e versa in condizioni di vetustà e degrado tali da far disperdere oltre il 50% dell'acqua immessa. Sostituire soltanto 400 metri di condotta, lasciando la restante parte nello stato catastrofico in cui si trova, non serve a risolvere l'emergenza idrica. Contestiamo con fermezza l'impostazione di questo progetto: gli interventi previsti – tra cui la sistemazione della torre piezometrica della Diga Castello, il ripristino dei pozzetti di scarico esistenti, la realizzazione di una pista in terra battuta parallela alla condotta e la palificazione a sostegno dell'interno della galleria – pur essendo opere necessarie, non sono risolutive se non si procede alla sostituzione dell'intera condotta. Contrariamente a quanto affermano i funzionari del Dipartimento Acque e chiunque altro continui a ignorare la realtà dei fatti, ribadiamo che la problematica si risolve esclusivamente con il rifacimento ex novo dell'intero adduttore. Se non si interverrà in tal senso, le aziende agricole del territorio riberese saranno inesorabilmente destinate al fallimento.

Ribera, 4 Agosto 2026

Per l'Associazione Liberi Agricoltori

Il Presidente

Dino Giovanni D'Angelo