L’idea di dedicare una serata di riflessione al libro Camicette bianche nasce da un suggerimento della nostra concittadina prof.ssa Carmela Miceli, insegnante presso l’IISS “Don G. Colletto”, sede di Marineo. Nei giorni scorsi, proprio in quell’istituto, in occasione dell’International Women’s Day, la docente ha promosso un’iniziativa che, partendo dal libro della scrittrice licatese Ester Rizzo, è diventata un’esperienza di confronto condivisa con i colleghi del dipartimento di lettere e dell’area inclusione.
Nel corso dell’incontro scolastico sono stati proposti anche alcuni parallelismi storici: da una pagina del libro che racconta il gesto disperato di alcune operaie che, per sfuggire alle fiamme, si lanciarono dalle finestre della fabbrica, fino alle immagini dell’11 settembre alle Twin Towers di New York, quando alcune persone si trovarono davanti allo stesso drammatico dilemma. La riflessione è stata estesa anche a tragedie più recenti, come l’incendio avvenuto nella discoteca Crans Montana in Francia, dove diversi giovani sono rimasti intrappolati a causa delle porte chiuse, circostanza che ricorda quanto accadde nella fabbrica newyorkese nel 1911.
Da queste considerazioni e dal confronto nato all’interno della scuola è maturata l’idea di estendere la riflessione anche alla comunità cittadina, proponendo la lettura e la discussione del libro all’interno del Caffè letterario, iniziativa culturale promossa dalla D.ssa Patrizia Indovina.
È così che, sempre nel contesto delle iniziative legate all’International Women's Day, a Ribera si è svolto un incontro dedicato alla lettura e alla discussione del libro Camicette bianche. La serata si è tenuta nella casa del presidente dell’associazione, Prof. Giuseppe Ruvolo, ed è stata l’occasione per approfondire una delle pagine più drammatiche della storia del lavoro femminile: l’incendio avvenuto il 25 marzo 1911 nella fabbrica tessile della Triangle Shirtwaist Company di New York, nel quale morirono 146 lavoratori, la maggior parte dei quali giovani donne immigrate, delle quali 38 siciliane.
La lettura del libro ha offerto lo spunto per riflettere non soltanto su quella tragedia, ma anche sul lungo percorso storico che ha portato alla nascita delle tutele e delle normative che oggi regolano il lavoro. Diritti che oggi tendiamo a considerare acquisiti, ma che in realtà sono il risultato di un cammino complesso e spesso segnato da sacrifici.
A rendere la serata ancora più significativa è stato il collegamento in video con il regista Marco Savatteri, autore del musical Camicette bianche, e con la stessa Ester Rizzo, collegati da Napoli, dove si trovavano in occasione della prima rappresentazione dello spettacolo teatrale tratto dal libro. Un momento semplice ma intenso che ha permesso ai partecipanti di condividere direttamente con l’autrice il senso di un lavoro di ricerca che ha restituito nome e storia a donne rimaste a lungo ai margini della memoria collettiva.
Attorno a quelle pagine si è sviluppata una conversazione intensa e partecipata. Nato quasi spontaneamente come occasione di incontro tra lettori, questo appuntamento sta progressivamente diventando un piccolo laboratorio culturale della città. Incontro dopo incontro la partecipazione cresce e si registra una presenza particolarmente significativa di donne della comunità riberese, segno di un interesse vivo verso momenti di confronto e di approfondimento.
Iniziative di questo tipo dimostrano come la lettura possa trasformarsi in uno spazio di dialogo aperto alla comunità, dove la cultura diventa occasione di partecipazione e di crescita civile.
Perché la cultura non è soltanto conoscenza: è anche uno strumento per comprendere meglio la realtà, interrogarsi sul passato e sviluppare quella coscienza critica che rappresenta uno dei fondamenti più solidi di una comunità.
Ribera Lab è una realtà aperta: chiunque desideri contribuire come volontario alle attività dell’associazione — compreso il Caffè Letterario — può manifestare il proprio interesse scrivendo una mail a:

