Palermo, 1 luglio – Si è tenuto oggi presso la Sala Pio La Torre di Palazzo dei Normanni l'incontro promosso dal Movimento Regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale in Sicilia. L’ appuntamento ha riunito associazioni, persone con esperienza di disagio psichico, familiari, professionisti, ordini professionali, cooperative sociali, rappresentanti del terzo settore, organizzazioni sindacali e operatori dei servizi, dando vita a un confronto partecipato e a tratti acceso sul futuro della salute mentale nella regione.
Una realtà ampia, composita e trasversale che ha scelto di presentarsi alle istituzioni con una piattaforma comune composta da un Documento di interrogazione all'Assessore regionale della Salute, che è anche un Manifesto degli Stati Generali della Salute Mentale in Sicilia, un documento politico-programmatico costruito attraverso un percorso condiviso di analisi, confronto e proposte.
La domanda emersa con maggiore forza durante i lavori è stata chiara: Le inadempienze e i ritardi accumulati in questi anni dipendono da una precisa volontà politica oppure da una macchina amministrativa che rallenta, blocca o disperde decisioni e progetti già condivisi?
Nel corso dell'incontro è stato ricordato che la Consulta regionale delle associazioni dei familiari e degli utenti non viene convocata dal luglio 2024, che il Coordinamento Tecnico Regionale Salute Mentale è fermo dal gennaio 2025 e che l'ultimo confronto con l'Assessorato risale al 15 dicembre 2025, senza che a esso siano seguiti sviluppi concreti.
Il quadro illustrato nel corso dei lavori è stato definito “drammatico”. Secondo i dati presentati:
· il disagio psichico giovanile è cresciuto di circa il 30% negli ultimi anni;
· gli accessi al pronto soccorso per problematiche psichiatriche sono aumentati del 10%;
· mancano in Italia oltre 8.300 professionisti nei Dipartimenti di Salute Mentale;
· la Sicilia presenta un numero di operatori inferiore alla media nazionale;
· oltre 40 milioni di euro destinati al Budget di Salute e ai percorsi terapeutici individualizzati risultano ancora non pienamente utilizzati.
È stata inoltre denunciata la progressiva trasformazione dei Centri di Salute Mentale in semplici ambulatori psichiatrici, con il conseguente indebolimento delle équipe multidisciplinari e della presa in carico territoriale. Nel dibattito sono emerse criticità relative ai centri diurni, ai servizi per l'autismo in età adulta, ai percorsi per l'ADHD degli adulti, alla doppia diagnosi e alle strutture dedicate ai minori.
Le richieste avanzate dal Movimento delle Organizzazioni per la promozione della Salute Mentale in Sicilia hanno trovato in passato un importante sostegno sul piano istituzionale. Un Intergruppo parlamentare regionale ha infatti recepito e fatto proprie le principali istanze avanzate dalle associazioni, assumendo l'impegno di portarle all'interno dell'Assemblea Regionale Siciliana e trasformare le esigenze emerse dal territorio in un tema di confronto politico e legislativo. Un passaggio che i promotori considerano fondamentale affinché le richieste di utenti, familiari, operatori e organizzazioni non restino confinate al solo ambito associativo ma entrino stabilmente nell'agenda politica regionale.
“Non siamo qui per alimentare polemiche. Siamo qui perché crediamo che la salute mentale debba tornare a essere una priorità nelle politiche regionali e nazionali”, è stato sottolineato nel corso dei lavori. “Il documento che oggi presentiamo non è una riflessione teorica ma il risultato di ciò che vediamo ogni giorno nei territori, nei servizi e nelle famiglie”, hanno ricordato i rappresentanti del Movimento.
L'iniziativa di oggi, hanno spiegato i promotori, non rappresenta un punto di arrivo ma l'avvio di una nuova fase di mobilitazione, perché la salute mentale non può più essere trattata come una questione marginale e il prossimo interlocutore non potrà essere soltanto l'Assessorato regionale alla Salute, ma direttamente il Presidente della Regione Siciliana. In assenza di risposte concrete, tempi certi e impegni verificabili, il percorso proseguirà con una grande manifestazione pubblica davanti a Palazzo d'Orléans.
I firmatari del documento sono:
Si può fare per il lavoro di Comunità, CGIL Medici e CGIL FP, UIL Medici e UIL FPL, Legacoopsociali, Confcooperative, Associazione Noi per la salute Tina Anselmi CL, APEI Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani Sez. Regionale, Ordine degli psicologi di Sicilia, Consulta Familiari e Utenti DSM Palermo, Catania e Messina, ANFFAS Sicilia Associazione nazionale di fanciulli e adulti subnormali, ANGSA Sicilia Associazione nazionale genitori persone con autismo, UNASAM Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, MeravigliosaMente odv, Pegaso odv, Progetto Itaca Palermo odv, AFADIPSI odv, Punto di Partenza odv, Cooperativa Sociale Golem, Ispedd Istituto per i disturbi pervasivi dello sviluppo, Città Nuova, AIL Sicilia Associazione italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma, Forum per la difesa della sanità pubblica, Radio 100 passi, Centro Impastato, Camera del Lavoro di Palermo
SINTESI DEGLI INTERVENTI DEI RELATORI
La salute mentale non può restare ferma: servono scelte e responsabilità
Negli ultimi anni il confronto con le istituzioni regionali ha prodotto proposte concrete e alcune di esse sono state accolte dagli organismi tecnici dell’Assessorato. Tuttavia, a queste aperture non sono seguiti interventi reali capaci di migliorare l’assistenza psichiatrica in Sicilia. Persistono gravi criticità: mancata convocazione degli organismi di partecipazione, assenza di équipe multiprofessionali nei Dipartimenti di Salute Mentale, Centri di Salute Mentale progressivamente trasformati in semplici ambulatori, difficoltà nell’attuazione della legge sul Budget di Salute e risorse ancora inutilizzate. È necessario superare l’immobilismo e restituire centralità ai diritti delle persone, delle famiglie e degli operatori.
Gaetano Sgarlata
Presidente – Si può fare per il lavoro di comunità ETS
Doppia diagnosi e diritto alla cura: una sfida che non può più essere rinviata
Sempre più persone vivono una condizione di doppia diagnosi, nella quale disturbo psichiatrico e dipendenza da sostanze o alcol si intrecciano generando percorsi di grande complessità. Le famiglie si trovano spesso sole e i servizi continuano a rispondere in modo frammentato. È necessario costruire percorsi integrati tra salute mentale e dipendenze, rafforzando la presa in carico e garantendo continuità terapeutica. Le recenti conquiste normative sul Budget di Salute e sull’inserimento lavorativo rappresentano un importante punto di partenza, ma occorre renderle pienamente applicabili affinché nessuno resti indietro.
Caterina Cottone
Presidentessa Meravigliosa Mente ODV – Presidentessa uscente Consulta Utenti e Familiari DSM Palermo
La salute mentale non può aspettare: partecipazione e responsabilità istituzionale
La crescente domanda di assistenza e la carenza di personale stanno mettendo in forte difficoltà i servizi territoriali di salute mentale. Nei Dipartimenti e nei Centri di Salute Mentale mancano figure fondamentali come psicologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione ed educatori professionali. Serve ricostruire équipe realmente multidisciplinari, superare modelli esclusivamente centrati sulla dimensione clinica e rendere stabile il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e del terzo settore nelle scelte regionali. La partecipazione deve diventare uno strumento strutturale di governo dei servizi.
Adriana Ferruccio
Presidentessa Pegaso Promozione Salute Mentale ODV – Presidentessa Consulta Utenti e Familiari DSM Integrato e Comunitario ASP Messina
Sportelli di ascolto e gruppi di auto mutuo aiuto: una risposta alla solitudine delle famiglie
Le famiglie che convivono con il disagio mentale affrontano spesso condizioni di isolamento e difficoltà nell’accesso ai servizi. Attraverso gli sportelli di ascolto e i gruppi di auto mutuo aiuto è possibile costruire reti di sostegno e percorsi di condivisione che aiutino persone e caregiver a non sentirsi soli. I gruppi AMA rappresentano esperienze di partecipazione attiva, fondate sull’ascolto reciproco e sul sostegno tra pari, capaci di generare responsabilità condivisa e nuove forme di aiuto comunitario.
Pippo Pastorello
Presidente APS Noi per la Salute – Tina Anselmi
Le professioni pedagogiche come risorsa per una sanità più moderna e integrata
L’approccio bio-psico-sociale richiede una presa in carico che integri dimensione sanitaria, educativa e sociale. Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici possono svolgere un ruolo essenziale nella prevenzione, nell’inclusione e nel sostegno alle famiglie. Occorre avviare una ricognizione regionale sulle professionalità presenti nel sistema sanitario e promuovere un inserimento stabile di queste figure nei servizi, affinché il sistema possa rispondere ai bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita.
Alessandro Prisciandaro
Presidente APEI – Associazione Pedagogisti Educatori Italiani
Cooperazione sociale e salute mentale: costruire percorsi di autonomia e inclusione
La salute mentale non può essere affrontata esclusivamente attraverso una risposta sanitaria. I percorsi di recovery richiedono strumenti capaci di accompagnare le persone nella vita quotidiana, nell’inclusione sociale, nel lavoro e nella costruzione dell’autonomia. La cooperazione sociale rappresenta una risorsa fondamentale per collegare servizi, territori e comunità, promuovendo opportunità concrete di partecipazione e di cittadinanza attiva.
È necessario rafforzare l'integrazione tra Dipartimenti di Salute Mentale, enti locali, terzo settore e sistema cooperativo, superando una logica centrata esclusivamente sull'assistenza e sviluppando invece progetti personalizzati orientati ai diritti, al lavoro, all’abitare e all’inclusione sociale.
Le politiche regionali devono valorizzare il ruolo della cooperazione come partner strategico nella costruzione di una salute mentale di comunità moderna, partecipata e capace di produrre reali percorsi di emancipazione.
Fiorentino Trojano
Psichiatra – CGIL Medici e CGIL Funzione Pubblica
Investire nella psicologia territoriale significa investire nella prevenzione, nell'accesso alle cure e nella salute delle comunità.
L'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana richiama l'attenzione delle istituzioni regionali sulla necessità di rafforzare la rete dei servizi psicologici, alla luce dell'aumento del disagio psicologico e della domanda di assistenza registrato negli ultimi anni. Assistiamo a una mancanza di visione strategica della politica socio sanitaria: la mancata programmazione di concorsi ordinari per Dirigenti Psicologi Psicoterapeuti da oltre vent'anni; l'attuazione ancora disomogenea dello Psicologo delle Cure Primarie nelle Aziende Sanitarie Provinciali; il mancato avvio della psicoterapia convenzionata, che continua a limitare l'accesso alle cure per molte persone; e il ritardo nell'istituzione dello Psicologo scolastico, figura fondamentale per la prevenzione e la promozione del benessere nelle scuole. L'Ordine sottolinea di aver avanzato negli anni numerose proposte e richieste di confronto con l'Assessorato regionale della Salute, senza ottenere un riscontro concreto. L'iniziativa non intende alimentare contrapposizioni istituzionali, ma promuovere un dialogo costruttivo con il Governo regionale e con l'Assemblea Regionale Siciliana, affinché la salute psicologica diventi una priorità dell'agenda politica
Barbara Vallesi Cardillo
Consigliera dell'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana
Tra bisogni crescenti, carenze strutturali, servizi in difficoltà e assenza di , cittadini e operatori chiedono interventi concreti
La situazione della salute mentale è particolarmente delicata, soprattutto alla luce del considerevole aumento, negli ultimi anni, di giovani e meno giovani che presentano disturbi psichici e che, ancora oggi, non trovano risposte adeguate da parte della Regione.
Uno dei problemi più evidenti riguarda la totale assenza di una programmazione seria e strutturata per affrontare il tema della doppia diagnosi, ovvero quei casi in cui un disturbo psichiatrico è associato a una dipendenza, che può essere legata a sostanze o al gioco d'azzardo patologico.
La Regione Siciliana e l'Assessorato regionale alla Salute non riescono ancora a emanare linee guida adeguate per l'accreditamento delle strutture dedicate alla doppia diagnosi. Si tratta di strutture sempre più necessarie e strategiche per il territorio siciliano. Attualmente, in tutta la Sicilia, risulta accreditata una sola struttura del privato sociale, nella provincia di Enna, e tale risultato è stato ottenuto soltanto attraverso un ricorso al TAR.
Dal 2017 a oggi, infatti, non si è riusciti a emanare i provvedimenti necessari per consentire l'accreditamento di nuove strutture specializzate. Noi operatori del sistema della salute mentale siamo costretti a inviare persone con doppia diagnosi fuori dal contesto siciliano, con conseguenze pesanti sia per i pazienti e le loro famiglie sia per l'aumento della spesa sanitaria regionale.
Tutto questo è il risultato di un immobilismo che continua a impedire di affrontare la questione della salute mentale in modo serio e adeguato. La nostra Regione non riesce a costruire un progetto concreto e strutturato capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, soprattutto in un ambito così complesso e fondamentale come quello della salute mentale.
Fortunato Parisi
Psichiatra UIL Medici e UIL FPL
Testimonianza di un rappresentante della comunità neuro divergente e dei vissuti di sofferenza psicosociale
Irene La Franca. Socia di Si può fare per il lavoro di comunità e di Progetto Itaca Palermo ODV
Ho una disabilità psichica grave e non ho alcuna vergogna nel dirlo a gran voce perché per me si è rivelato un privilegio.
Per le sofferenze patite ho potuto sviluppare una sensibilità che va oltre la normalità e parlo per tutti coloro soffrono di questi mali psichiatrici invisibili. Lottiamo ogni giorno contro i pregiudizi della società dei”normali” che non comprende la nostra specialità.
Sono un avvocato e durante i picchi della malattia una delle molteplici disperazioni era quella di perdere il lavoro rimanendo priva di dignità di fronte al mondo. Vivevo il terrore di non essere vista più da nessuno e ciò aggravava la malattia e le paure. Il lavoro è stato ed è un? importantissima cura psichica perché mi ha permesso di rientrare nella società, di essere riconosciuta come individuo che può dare tanto in termini di professionalità, empatia e affetto.
Per la cura psichica io metterei al primo posto l’amore e l’ascolto dei cargiver, l’accettazione della malattia e della cura farmaco. In secondo luogo, non meno importante della cura psichica è il lavoro per poter costruire una vita secondo i propri desideri, aspettative e preferenze, come prevede il d.lgs 62/24 col progetto di vita.
Ho appreso con grande gioia che l’ ars ha approvato all’ unanimità l emendamento sull’ inserimento lavorativo dei disabili psichici, dopo immani sacrifici dei cargiver e delle persone disabilità psichica che non si sono mai arresi di fronte alla sordità della politica precedente. Finalmente il diritto al lavoro è stato riconosciuto non solo sulla carta ma avrà concreta attuazione. È chiaro che ci sarà ancora tantissimo da fare ed io intendo mettermi in gioco insieme alla moltitudine di disabili psichici e cargiver per far sì che la nuova normativa venga applicata e non rimanga solo un quadro da incorniciare. Spero che da ora in poi avvenga una vera e propria rivoluzione di civiltà e la politica continui ad ascoltare le istanze dei disabili psichici e dei cargiver.
Spero che ciò avvenga anche sul piano sanitario e quindi delle cure farmacologiche della salute mentale, attraverso un potenziamento e adeguamento alle nuove esigenze sanitarie, delle strutture sanitarie esistenti, CSM, la creazione di nuove strutture e incremento del personale sanitario.
In linea con le aspettative dello psichiatra dottore Basaglia, il quale ha ottenuto l’approvazione di una legge che ha fatto chiudere i manicomi facendo dell’Italia la prima nazione al mondo a compiere un atto di civiltà e a dare dignità a chi è stato travolto dal male di vivere.
Irene La Franca, avvocatessa, socia di Si può fare per il lavoro di comunità e di Progetto Itaca Palermo ODV
INTERVENTI
Siamo in ginocchio, mancano gli psichiatri
Oggi la salute mentale versa in condizioni estremamente disagiate, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. La problematica principale è stata finora, e ancora lo sarà per qualche anno, l’assenza di psichiatri. I concorsi sono stati fatti, ma non ci sono psichiatri e questo ci ha messi in ginocchio. Una delle criticità più gravi che oggi vivono le CTA è la presenza sempre più consistente di pazienti autori di reato, spesso destinati a permanenze molto lunghe in strutture nate per finalità terapeutico-riabilitative e non custodiali. Una situazione che rischia di comprimere il diritto alla cura di tante persone con disturbo psichico che attendono un percorso adeguato. Si tratta di una criticità già evidenziata anche a livello territoriale, dove una quota rilevante dei posti nelle CTA è occupata da autori di reato, con conseguenti difficoltà di accesso e presa in carico. Palermo rappresenta anche un esempio positivo e infatti è stata tra le prime realtà ad applicare concretamente la normativa sul Budget di Salute Mentale, trasformando i Progetti Terapeutici Individualizzati in uno strumento reale di inclusione, autonomia e recovery.
Maurizio Mantalbano
Direttore DSM Asp di Palermo
L’integruppo parlamentare non smettere di battersi per i diritti delle persone portatrici di disabilità psichica
La rete delle associazioni ci ha dato oggi, come sempre, un'agenda completa e concreta di azioni da portare avanti. Come intergruppo parlamentare sulla salute mentale continueremo a batterci per l inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica, oltre che per costruire un sistema di presa in carico adeguato dei nostri adolescenti e giovanissimi che al momento risulta assolutamente carente. Ancora, sempre dall' ascolto dei pazienti e dei familiari è emersa l'importanza della valorizzazione degli ESP, gli esperti in supporto tra pari che potrebbero costituire una risorsa importantissima in ottica sistemica insieme ai terapisti della riabilitazione per rendere efficace l'equipe multidimensionale che prende in carico la persona con fragilità psichica
Onorevole Valentina Chinnici
60 milioni di euro non utilizzati nelle nove ASP dell’Isola: inaccettabile
Nelle nove ASP dell'Isola ci sono circa 60 milioni di euro già disponibili e destinati ai budget di salute che restano inutilizzati. E questo è inaccettabile. Si tratta di risorse fondamentali per finanziare progetti personalizzati di reinserimento sociale, autonomia abitativa e inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica. Ogni giorno di ritardo significa lasciare migliaia di cittadini senza prospettive, spesso costretti a vivere chiusi in casa insieme alle proprie famiglie oppure ricoverati per lunghi periodi nelle Comunità Terapeutiche Assistite, senza reali percorsi di recupero e inclusione. Il governo regionale sblocchi immediatamente queste risorse e dia piena attuazione a una normativa che, sulla carta, rappresenta un modello per tutta Italia ma che, nei fatti, continua a tradire le aspettative delle famiglie siciliane e delle persone più fragili.
Onorevole Antonio De Luca
Per informazioni:
Ufficio Stampa
Si può Fare per il Lavoro di Comunità ETS
Antonella Caradonna
3476217705

